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Pratiche di Gigantismo

Pratiche di
Gigantismo:

Su come occupare più spazio possibile

Ovvero come occupare monumentalmente lo spazio

L’ombra e il corpo

L’ombra è la conferma visiva del nostro essere nel mondo, una proiezione che espande la nostra presenza nello spazio e che ne estende i confini oltre la dimensione fisica.

E’ nostra ma non ne abbiamo piena percezione. Non esisterebbe senza un corpo, e tuttavia non è il corpo.

E’ ambigua, rappresenta una presenza attraverso la sua assenza, e’ contemporaneamente materiale e immateriale.

L’ombra proiettata ridefinisce momentaneamente le relazioni tra i corpi e l’ambiente. Siamo noi fuori all’infuori di noi.

Giant shadow on building

Pratiche di Gigantismo

Ovvero come occupare monumentalmente lo spazio

Ti propongo un gioco di percezione, un teatro delle ombre in cui la luce trasforma il corpo e ne altera le proporzioni. La proiezione amplifica la presenza e permette di superare i limiti fisici, generando figure gigantesche che si estendono nello spazio.

Attraverso l’ombra proiettata il corpo rivendica il proprio diritto a comparire nello spazio urbano, lo attraversa e lo modifica alterando temporaneamente il paesaggio pubblico con la propria soggettività.

Istruzioni

Recati in un luogo in cui ti sei sentito piccolo o in cui vorresti sentirti grande. Posiziona il faro illuminando una superficie, posizionati davanti o leggermente di lato e proietta la tua ombra sulla superficie.

che cosa vedi?

ora prova a giocare con la fonte di luce, alzala e abbassala, che cosa succede?

Allontanati e avvicinati, gioca con il tuo corpo.

Quanto puoi essere grande? Come un albero? Come una casa? Come una strada?

Materiali

• Il buio

Per questa pratica c’é bisogno di oscurità. Ti renderai conto che non é così evidente come sembra, la luce pervade le case le strade e gli spazi pubblici. Se non e’ possibile ovviarla, può fare parte del gioco. (Accade sempre qualcosa di magico quando un limite diventa un’idea)

• Un Faro

Una sorgente luminosa, un faretto LED da cantiere o una torcia potente. (Evita lampade o le luci diffuse, creano ombre sfocate e deboli.)

• Un dispositivo fotografico

Per documentare.

Suggestioni

Osserva le tue estensioni immateriali. La tua ombra ti appartiene. Obbedisce ai tuoi comandi, Aderisce alla tua narrazione. Sei ora la marionetta di te stesso e il mondo e’ la tua scenografia.

Consigli

  • Dovrai giocare un po’ per trovare il giusto equilibrio tra nitidezza, intensità e forma. Avvicinati e allontanati dalla fonte luminosa per capire come funziona la definizione e la deformazione.
  • Per documentare: un dispositivo con cui poter regolare i valori e un cavalletto/punto di appoggio potrebbero essere molto utili. se ne hai la possibilità, usa dei tempi lunghi.
  • Posiziona il telefono o la fotocamera accanto al faro, in questo modo la camera catturera’ la tua ombra senza ostacolare o alterare la proiezione.
  • Vale tutto!
Lo spazio collettivo

Lo spazio collettivo

Per rivendicare tutte le volte in cui ci siamo sentiti piccoli nelle nostre città e nelle nostre case. Per ricordarci di quanto invece possiamo essere grandi e padroni della nostra narrazione.

ma anche

Per ritagliarci un tempo per guardarci e permetterci di essere buffi, strani, disconformi. Per giocare con la nostra rappresentazione.

e poi

Per unire le nostre visioni, le nostre storie, i nostri spazi occupati. e generare nuove visioni, nuove storie, nuovi spazi occupati.

L’obiettivo è creare un’archivio di esperienze e narrazioni individuali che diventano collettive attraverso la condivisione. Con la documentazione della tua pratica mi permetterai di creare una raccolta che diventerà un fanzine (e chissà cos’altro ancora).

Se ti va di partecipare all’invasione di giganti inviami le tue fotografie, qui:

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Su come occupare più spazio possibile

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